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Le città sotterranee Lasciamo Hattusa spostandoci verso sud in direzione della Cappadocia ricca regione agricola caratterizzata da un terreno dall'aspetto arido, ma in realtà assai fertile. 10 milioni di anni fa l'eruzione di tre vulcani ricoprì la regione con uno strato di spessa cenere che indurendosi diventò tufo tenero e poroso. Nel corso dei millenni l'erosione provocata dal vento e dalle pioggie ha inciso il tufo conferendogli forme elaborate e bizzarre. Massi tondeggianti di duro basalto intrappolati nel tufo e poi ripuliti dall'erosione hanno protetto il tenero tufo sottostante dall'ulteriore azione della natura; in tal modo si sono formate colonne e coni di tufo sormontati da un masso: strutture ideali in cui i primi abitanti della regione ricavarono le loro abitazioni. Ancora oggi vengono scavati caratteristici locali sotterranei che fungono da ritrovi notturni in cui i turisti di passaggio possono trascorrere una serata gustando piatti della cucina turca ed assistendo ad uno spettacolo folcloristico. Straordinarie da visitare, per chi non soffra di claustrofobia, sono le città sotterranee risalenti all'era ittita, in particolare quella scavata vicino al villaggio di Derinkuyu che sprofonda nel sottosuolo di tufo per circa 80 metri. In tempo di pace gli abitanti vivevano in superficie, ma quando erano minacciati dagli invasori si rifugiavano in questi labirinti sotterranei. Scendendo sembra di entrare in una enorme forma di Emmenthal. Fori, cunicoli, passaggi fra una stanza e l'altra, grotte annerite dal fumo, dispense per il cibo, templi religiosi: tutto questo costituiva l'ambiente in cui sopravvivevano migliaia di uomini durante lunghi mesi di assedio. | ![]() |
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