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Parco di Ranomafana
Geco dai brillanti colori

All'alba mentre la leggera nebbia mattutina si dissolve partiamo a bordo di un fuoristrada verso le sterminate foreste primarie che si trovano ad oriente costeggiando il fiume Namorona che alterna cascate impetuose ad anse idilliache. La riserva si estende con valli e monti su una superficie di oltre 40.000 ettari di foresta pluviale in cui vivono molte varietà di lemuri ed altri animali.

Procediamo a passo d'uomo lungo i 40 chilometri di pista dissestata, ma la bellezza selvaggia dei paesaggi ed il fascino dei piccoli villaggi che si incontrano compensano ampiamente il disagio del tragitto. Le macchine di turisti che si avventurano in questi luoghi sono piuttosto rare e rappresentano una novità per gli abitanti dei villaggi che fanno a gara nell'offrirci i loro prodotti: frutta e gamberi di fiume.

I sentieri che consentono l'esplorazione del parco sono piuttosto impegnativi e si sviluppano lungo ripide colline in una vegetazione impenetrabile, costituita da una gran varietà di piante, bambù e felci giganti.
I lemuri del parco, a differenza di quelli di Berenty sono più difficili da osservare poiché si spostano continuamente saltando da un ramo all'altro di alberi altissimi, alla ricerca delle foglie e dei bambù necessari alla loro alimentazione.
Abbiamo la fortuna di incontrare un simpatico lemure dalle abitudini notturne, difficile da osservare di giorno poiché si nasconde fra i rami degli alberi per dormire. Si tratta del Microcebo rosso dai grandi occhi che si ciba essenzialmente di insetti e frutta. Questo lemure è poco più grande di un topo ed è straordinariamente agile.

Terminata l'esplorazione del parco visitiamo il piccolo villaggio che si trova nelle vicinanze Questo piccolo agglomerato è abitato dalla tribù dei Tanala. Essi vivono essenzialmente di agricoltura e spesso incendiano ampi tratti di foresta per coltivare riso e caffè.