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Ambalavao
Lo zebù, molto diffuso in Madagascar

Al sorgere dell'alba, quando i primi raggi del sole incendiano le montagne, lasciamo il bellissimo lodge dell'Isalo. Ci dirigiamo verso nord in direzione della città di Ambalavao percorrendo una lunghissima e polverosa pista rossa che attraversa immense praterie di erba secca.

Siamo nel regno dei Bara, una tribù di allevatori di zebù, animali dai quali dipende tutta la loro esistenza. Fra i Bara il valore di un uomo dipende da quanti zebù egli possiede. Spesso essi praticano il furto di bestiame per poter dimostrare la loro superiorità. Sono poligami, però hanno maggior considerazione per i loro animali che per le loro donne.

Facciamo sosta nella cittadina di Ambalavao per visitare la piccola cartiera artigianale che produce la famosa carta Antaimoro la cui antica lavorazione è stata introdotta in Madagascar dagli arabi nell'8° secolo.
Per la produzione della carta viene utilizzata la fibra di un arbusto selvatico chiamato Avoha. La fibra viene impastata a mano con dell'acqua e ridotta successivamente in poltiglia con dei magli. La pasta così ottenuta è depositata su dei telai immersi nell'acqua e spalmata in modo da ottenere uno strato uniforme. Scolata l'acqua, sul foglio ancora umido vengono apposte decorazioni fatte con foglie e petali di fiori di varie colorazioni. I telai sono quindi esposti al sole per l'asciugatura cosicché la carta acquisisce solidità, originalità e bellezza uniche.

I prodotti raffinati che si ottengono vanno dalla carta da lettera ai menù decorativi, dai rivestimenti per paralumi e pareti ad articoli per la cartoleria.