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In India le numerose etnie, lingue e religioni sono un groviglio inestricabile per un occidentale. Prima di iniziare i miei viaggi ho comunque cercato di farmi qualche idea su questi argomenti in modo da non essere troppo disorientato durante le visite alle città ed ai siti archeologici e religiosi.
Ecco, su questi temi, alcune notizie che mi sono state utili durante il soggiorno.

LE ETNIE

Le etnie principali possono essere suddivise in due, anche se ci sono numerosissime sfumature determinate dalla loro fusione: quella ariana (alta statura e pelle chiara) e quella dravidica (bassa statura e pelle scura). Al nord prevalgono le derivazioni ariane mentre al sud quelle dravidiche.

Le caste
Una ulteriore suddivisione della popolazione, in gruppi, è l'introduzione delle caste, una realtà indiana incomprensibile per noi occidentali. Si appartiene ad una casta per nascita e gli appartenenti ad una casta cercano di mantenere la loro purezza evitando di essere contaminati dagli altri. Generalmente le caste sono legate ad attività o a professioni anche se non sempre è possibile identificarle in base ad un puro criterio economico.
All'origine le caste erano suddivise in quattro gruppi: i sacerdoti (bramini), i guerrieri, i commercianti ed i contadini. Nel tempo si sono sviluppate altre centinaia di suddivisioni creando quindi una piramide alla cui base stanno i cosidetti "intoccabili" o "paria", addetti alle mansioni più umili ed impure.
Anche se le caste sono state dichiarati illegali nella Costituzione, oggi le caste esistono ancora tant'è che spesso i partiti politici fanno leva sugli interessi di casta per ottenere consensi.

Le lingue
La lingua che nel 1949 è stata definita ufficiale per tutta l'India è la hindi. Altre numerose lingue, compreso l'inglese, vengono parlati da gruppi consistenti di popolazione.

LE RELIGIONI

Il discorso relativo alla religione è assai più complesso e di difficile interpretazione.
Le religioni più importanti sono:

  • l'induismo (80% della popolazione)
  • il buddismo (estreme regioni del nord)
  • l'islamismo (soprattutto nel nord dell'India)
  • il jainismo (soprattutto nel nord dell'India)
  • il parsismo (minoranza in declino)
  • il cristianesimo (una minoranza concentrata nel sud, nella zona di Goa)

Esistono poi numerose sette nate dalla frammentazione dell'induismo i cui adepti adorano una divinità piuttosto che un'altra.

L'induismo.
L'induismo non ha un fondatore o un profeta come le altre religioni. L'induismo è un modo di vivere o meglio ancora una filosofia di vita. Il fulcro del pensiero induista è basato sul concetto di "karma" e "dharma".
Il Karma indica il susseguirsi delle azioni in vita che, se saranno buone, incarnazione dopo incarnazione condurranno al congiungimento con l'Essere Supremo. Il Dharma indica il dovere, la virtù; le leggi che regolano la società, le caste, i rapporti di ogni individuo con gli altri.
La religione induista possiede una iconografia religiosa molto vasta, rappresentata da una serie di dei adorati dai fedeli. Gli dei, i cui nomi si incontrano più frequentemente visitando i templi e le sculture religiose, sono:

  • Trimurti
    1. E' l'insieme di Brahma il creatore, Vishnu il preservatore e Shiva il distruttore. Sono i tre aspetti dell'Essere Supremo.
  • Brahma
    1. E' il creatore della Trimurti ed è rappresentato seduto sul loto. Possiede quattro teste e quattro braccia e tiene i simboli del culto. Il suo veicolo (animale preferito) è il cigno.
  • Vishnu
    1. E' il preservatore della Trimurti. I suoi simboli sono la conchiglia e il loto. Il suo veicolo è Garuda, mezzo uomo e mezzo aquila. Caratteristica di Vishnu sono le sue 10 incarnazioni fra cui il pesce, il cinghiale, la tartaruga, l'uomo leone ed il bramino nano.
  • Shiva
    1. E' il distruttore della Trimurti, ma può assumere anche altri aspetti. Veste una pelle di tigre con capelli lunghi raccolti sul capo. Il suo simbolo è il "lingam", il fallo stilizzato, mentre il suo veicolo è il toro "Nandi".
  • Kali
    1. E' detta anche "la nera" o la dea del terrore. Rappresenta la personalità distruttiva di Shiva. E' di color nero con una collana di teschi attorno al collo mentre mani e lingua sono color rosso sangue. Veniva adorata dalla setta dei "thugs" gli strangolatori che in passato infestavano le regioni centro orientali dell'India.
  • Parvati
    1. E' la dolce sposa di Shiva in grado di trasformarlo, da dio distruttore, in dio pacifico.
  • Ganesh
    1. E' figlio di Shiva e Parvati ed è rappresentato piccolo e panciuto e con la testa di elefante. Alla nascita la testa era umana, ma venne decapitato da Shiva in un attacco di furore. La madre Parvati allora obbligò il marito a resuscitarlo e Shiva gli mise addosso la testa del primo essere vivente che incontrò: un elefante.

Il buddismo
Fu nel passato, per un certo periodo, la religione dominante in India. Siddharta Gautama nacque nel 563 avanti Cristo e attraverso una vita moderata e di meditazione divenne il Buddha, cioè "l'illuminato". Il buddismo si base su alcuni concetti chiave: il mondo è pieno di sofferenze causate dal desiderio del possesso e dall'invidia che consumano l'uomo. Chi riesce a vincere queste debolezze può raggiungere il "nirvana", lo stato paradisiaco che conduce alla liberazione ed alla presenza del Buddha.

L'islamismo
L'islamismo di Maometto e le rivelazioni del dio Allah contenute nel Corano furono introdotte in India con l'arrivo di arabi e turchi. Nel pensiero musulmano, religione e politica sono intimamente legate fra loro. La guida spirituale è anche guida politica e tutti devono diffondere questa fede anche a costo di ricorrere alla guerra santa, la "jihad".

Il jainismo
E' una religione molto antica che si trova solo in India e che è simile al buddismo. Anche in questa religione il concetto base è la capacità dell'uomo di raggiungere il "nirvana" attraverso un retto comportamento in vita.

Il parsismo.
Praticano questa religione i Parsi, gli ultimi seguaci di Zoroastro, predicatore di un unico Dio Supremo, che visse probabilmente attorno al VII° secolo avanti Cristo. I parsi, in India, oggi sono una piccola minoranza, ma rappresentano la comunità più ricca del paese. Per non inquinare l'acqua, il fuoco e la terra, elementi ritenuti sacri, i Parsi non sotterrano, né cremano, né affidano ai fiumi i loro morti. I cadaveri vengono esposti agli avvoltoi nelle Torri del Silenzio, templi cilindrici che sono accessibili solo alla comunità Parsi e che a Bombay sovrastano la città da una collina.