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Da Bardonecchia si percorre in macchina la carrozzabile che va in direzione delle frazioni Les Arnaud e Melezet (che significa "paese dei larici") e si raggiunge il Pian del Colle sovrastato dalla bellissima Guglia Rossa (mt. 2450). Superato il confine italo-francese e lasciata a sinistra la strada che a ripidi tornanti sale verso lo splendido Colle della Scala, si prosegue lungo la valle dominata dall'imponente muraglia della Parete dei Militi, ottima palestra per il "free climbing".
Si giunge infine alle Grange di Valle Stretta, in parte ristrutturate, dove si trovano il Rifugio Re Magi e il Rifugio 3° Alpini (1790 mt.). Qui un cartello, ben visibile, di divieto di circolazione, obbliga ad abbandonare la vettura ed a proseguire a piedi.
Imboccando un sentiero ben tracciato, che sale nella fitta pineta alla sinistra dei rifugi, si può effettuare una facile passeggiata che in poco più di 1 ora porta all'ampio e panoramico Colle di Thures (2190 mt) con i suoi due laghetti. In primavera i verdi prati attorno ai due laghi, dimora di numerose famiglie di marmotte, si trasformano in una spettacolare tavolozza di colori per la presenza di una enorme quantità di fiori di montagna.
Volendo invece proseguire a piedi oltre i rifugi, lungo l'ampia mulattiera, in mezz'ora si raggiunge il suggestivo Lago Verde e, successivamente, il Ponte della Fonderia(mt 1911), incantevole radura in mezzo ai larici vicino ad un torrente, luogo ideale per il picnic e punto di partenza per tutte le escursioni nell'alta Valle Stretta.
Da qui, superando la bastionata che circonda il Ponte della Fonderia, si possono raggiungere numerosi e splendidi laghi di alta montagna. I più belli sono i laghi Lavoir, e Peyron.
Tra le varie escursioni consiglio l'ascensione al monte Thabor (circa 3 ore e mezza dal Ponte della Fonderia). Questa classica gita, che ogni estate centinaia di turisti effettuano, ha un percorso molto facile, ma abbastanza faticoso nella parte finale per la quota che si raggiunge (3177 mt.). Sulla vetta si trova una cappella dedicata alla Madonna Addolorata che, ricostruita nel 1648, pare abbia origini antichissime.
Il nome Thabor venne dato alla montagna nel 14° secolo da un pellegrino che, ritornando da un viaggio in Terra Santa, volle in tal modo ricordare il monte della Trasfigurazione che sorge in Galilea.
Da qui è possibile ammirare un superbo pesaggio sulle grandi vette e sui ghiacciai del vicino Delfinato.

L'arco alpino visto dalla cima del monte Thabor
La cappella sulla cima del monte Thabor
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